STORAEBELT BRIDGE
DANIMARCA
Il ponte sullo stretto Grande Belt, in Danimarca, è uno dei più grandi mai costruiti: la campata centrale di 1624 metri lo colloca al secondo posto nel mondo. Grazie alla lunghezza totale di quasi 7 chilometri in mare aperto, il ponte danese svetta tra i più lunghi oggi esistenti. Questa opera ingegneristica, tra le più ardite al mondo, rappresenta il collegamento stradale tra l’isola di Zealand, su cui sorge la capitale Copenhagen, e l’isola di Funen.
Realizzazione delle opere civili per le strutture in c.a. denominate “saddle house” degli anchor blocks nella costruzione dell’East Bridge.
Il ponte sullo stretto Grande Belt, in Danimarca, è uno dei più grandi mai costruiti: la campata centrale di 1624 metri lo colloca al secondo posto nel mondo. Grazie alla lunghezza totale di quasi 7 chilometri in mare aperto, il ponte danese svetta tra i più lunghi oggi esistenti. Questa opera ingegneristica, tra le più ardite al mondo, rappresenta il collegamento stradale tra l’isola di Zealand, su cui sorge la capitale Copenhagen, e l’isola di Funen.
Lo Storebaelt Bridge è composto dal West Bridge e dall’East Bridge. L’elemento più complesso del sistema è proprio quest’ultimo che, con una lunghezza di 6,8 chilometri, ha una struttura interamente in acciaio ed è costituito da un ponte sospeso posto in corrispondenza del canale navigabile con tre luci (rispettivamente 535, 1624 e 535 metri) e da due viadotti di accesso con luci tipiche di 193 metri.
Il ponte sospeso appoggia su cerniere sferiche multidirezionali presenti agli “anchor blocks”: il movimento trasversale viene controllato da elementi di fine corsa presenti sugli appoggi, che impediscono movimenti maggiori di ± 10 mm.
Il movimento longitudinale è invece controllato dagli “shock transmitters”. Questi sono utilizzati per limitare le oscillazioni longitudinali del ponte indotte dal vento o dai normali carichi di esercizio e ridurre così gli effetti di fatica causati sia dal traffico che dal vento sui giunti e sui cavi di sospensione.